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*Felice da Corsano, un raggio agostiniano tra i santi riformatori del 16. secolo / Giovanni Bosco Maria Cavalletti. -[S.l.] : Irpinia libri, stampa 2015 (San Giorgio del Sannio : Tip. Borrelli). - 428 p. : ill. ; 21 cm

Cavalletti

Da oltre un trentennio lo scrittore irpino Giovanni Bosco Maria Cavalletti conduce una ricerca sulla vita e le opere del beato Felice da Corsano, frate agostiniano del XVI secolo, figlio della terra irpina. Il titolo di beato ha un valore esclusivamente storico perché con tale attributo la storiografia dell’Ordine Agostiniano ci ha tramandato il suo nome e come tale è stato venerato da santi della chiesa cattolica. Chi era Felice da Corsano? Un Agostiniano, riformatore delle regole del suo Ordine, riforme portate avanti in particolare a Deliceto (Fg), Casa Madre della sua Riforma, dove viveva in una grotta e, si racconta, si nutriva di una pagnotta di pane che un corvo ogni giorno gli portava nel suo misero ricovero. Ma molti altri sono stati i luoghi dove si concentrò la sua opera riformatrice. La grandezza di Felice da Corsano è stata propriamente quella di voler ritornare alla sorgente primaria dell’esistenza cristiana, ossia il Vangelo. Proprio in questi giorni le autorità ecclesiastiche competenti stanno muovendo i primi passi per l’istruzione di un regolare processo di canonizzazione del fondatore della Consolazione di Deliceto. Quando fu istruita la pratica ai promotori non fu possibile dimostrare il culto centenario ante 1634, data limite imposta da papa Urbano VIII per il riconoscimento istantaneo della canonizzazione di coloro la cui beatitudine era acclarata da tempo. Non si conosceva il dies natalis (la data della morte) del Beato Felice da Corsano (frazione di Montecalvo Irpino). Non si aveva memoria nemmeno del luogo della sepoltura. Il processo canonico, avviato nel 1775 dalla diocesi di Bovino, e che conteneva quei dati, si pensava che fosse andato irrimediabilmente perduto in due disastrosi incendi dell'archivio vescovile della diocesi dauna. Opportunamente si inserisce a questo punto  la ricerca certosina del Cavalletti coadiuvato dal rev. don Teodoro Rapuano, parroco della parrocchia nativa del beato Felice. Grazie al loro impegno oggi si conosce quella data, 20 settembre 1526, notizia ritrovata recentemente in un documento conservato nella Biblioteca di Nazionale di Montevergine. Anche il ritrovamento da parte del Padre Sciberras, Postulatore Generale dell'Ordine di Sant'Agostino, negli archivi dell'Ordine, dell'istruttoria preparata nel '700, ha tolto il velo all'incertezza. Il nostro morì, forse ad Atripalda, il 20 settembre 1526 e le ossa riposano, questa è un'altra importante scoperta ai fini della riapertura della pratica di canonizzazione, nella chiesa dei Liguorini di Avellino. La presenza della Sacra Urna nella chiesa avellinese, come ricorda l’autore, non è stata mai rilevata, né dagli studiosi, né dai fedeli delicetani che ancora erano intenti a ricercarla fra le mura del convento di Deliceto. In conclusione questo lavoro offrirà al lettore l’opportunità di riscoprire la figura del riformatore di Corsano, sul quale molti concordano sia stato un personaggio chiave nella storia delle osservanze dell’Ordine.

(TR)