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Inventario dei frammenti dei volumi del p. Carlo Maria Cangiano

(di Paola de Conciliis)

L’inventario che si pubblica in questa sezione, adattato per quanto possibile al database della pagina web della biblioteca, fu redatto all’inizio degli anni Duemila dai funzionari archivisti di Montevergine, Anna Battaglia e Amelia Pecoraro. Esso costituisce un tentativo di sistemare e rendere utilmente consultabile dagli studiosi un insieme di documenti cartacei che costituiscono i “frammenti”, rimasti a vario titolo al di fuori dell’ordinamento del padre Mongelli, che nella seconda metà del Novecento dispose in 508 buste la parte cartacea dell’archivio dell’abbazia madre e dei monasteri verginiani, una volta separata dalle oltre seimila pergamene, che aveva intanto provveduto a regestare. La “forma” originaria con cui l’archivio, o almeno la sua parte più antica, era pervenuta nelle mani di Mongelli, era la serie di 140 volumi, corredati da un indice in 4 grandi tomi, con paginazione continua, e da un indice dei luoghi, opera del padre verginiano Carlo Maria Cangiano, terminata nel 1750.
A questa data le pergamene erano legate insieme ai fascicoli cartacei relativi all’affare o all’oggetto giuridico (una proprietà, un privilegio, una lite giudiziaria etc. ), di cui costituivano spesso la “cautela”, ossia la testimonianza scritta della validità e liceità del diritto vantato dall’abbazia; in tal modo i volumi del Cangiano presentavano il cosiddetto “vincolo archivistico” originario. Mongelli operando la separazione ebbe cura di riportare in calce ai singoli regesti la posizione originaria del documento nei volumi del Cangiano, e spesso nelle note anche la posizione dei nostri “frammenti”, ossia carte contenenti ulteriori copie, o informazioni aggiuntive trascritte anticamente, relative all’oggetto della pergamena regestata. A sua volta Cangiano aveva riportato nei suoi indici la posizione della notizia nei due volumi dei Registri di Gaetano Giannuzzi, il verginiano che l’aveva preceduto come archivario di Montevergine, stilando un indice delle pergamene dell’archivio. Nell’inventario che pubblichiamo l’ultimo campo, “catena inventariale”, ricostruisce appunto i riferimenti attraverso le sistemazioni di Giannuzzi e Mongelli. Il campo “segnatura antica” riporta la posizione delle carte nei volumi di Cangiano, che non esistono più, e il riferimento nell’Indice in 4 volumi, che invece Mongelli ha mantenuto, e che costituiscono le buste 253-256 della sua sistemazione, prezioso strumento di consultazione e controllo per chi si avvicina alla ricerca nell’archivio.
Per dare un’idea della suddivisione della documentazione nei volumi del Cangiano e dell’interesse di alcune carte presenti nei “frammenti”, riportiamo dei brani dell’introduzione dei funzionari archivisti che hanno stilato l’inventario analitico:
«Dei 140 volumi 17 sono di sole carte, 123 pergamenacei e cartacei. Nel primo tomo, da volume 1 a 10, sono contenuti bolle privilegi decreti pontifici ed altro, legati ad aspetti molto importanti della storia di Montevergine […]Dall’11 al 125 sono presi in considerazione in ordine alfabetico i paesi […]. Sono per lo più strumenti notarili riguardanti territori donati, comprati, affittati, permutati, o personaggi (notai, baroni, legati pii, priori), presenti in quanto originari o non, nelle terre di Montevergine e delle sue dipendenze, oppure carte pervenute per disparati motivi.
Talvolta, poiché gli incartamenti riguardanti uno stesso paese sono considerevoli, il Cangiano ha provveduto a suddividerli con ulteriori specificazioni distinguendoli ad esempio in donazioni, compravendite, concessioni, permute, affitti, redditi, capitoli matrimoniali.
Dal 126 al 129 sono poi presenti gli atti di visita presso i monasteri; nel 130 i processi di nullità di professioni proposte da religiosi. Infine i volumi 131-140 contengono diversi processi informativi contro i religiosi. […]
Molti sono i documenti interessanti: al foglio 55bis del volume IV la copia del breve del pontefice Paolo V del 1611 non ha originale, poiché quest’ultimo, segnalato da un altro archivista, il padre Bernardino Izzi, nel 1756, è andato disperso. Esso contiene alcuni decreti fatti dal papa appositamente per la congregazione di Montevergine, dopo la visita del commissario apostolico Giovanni Leonardi, con i quali ordinava di ritenere alcuni monasteri e di sopprimerne altri.
Non ha simili né sotto forma cartacea né pergamenacea il cosiddetto “monitorio” al foglio 101 del volume IV contro il vescovo di Avellino Bartolomeo Giustiniani, per la giurisdizione temporale dell’abbazia nullius di Montevergine. […]
Molto importante la documentazione del volume VI, mancandone alcuni atti originali, come ad esempio quelli del sinodo dell’abate Isidoro Bevere del 1788, celebrato nella chiesa di San Pietro in Mercogliano, dapprima contenuti nella busta II, 2° (I) dell’archivio diocesano, ora dispersi.
Si evidenzia nel volume VIII al fol. 113 una copia estratta dai registri angioini, da cui si evince che nel 1304 Carlo II d’Angiò, essendosi sollevato il popolo di Mercogliano […] ordinò a Guglielmo Estendardo, suo familiare, di portarsi sul luogo e punire i vassalli […].Il volume IX al fol. 1, riporta poi un documento inedito, datato 18 novembre 1301, dell’abate Guglielmo III di Mercogliano, il quale, nello scrivere a Gerardo di Santo Spirito, milite giustiziere del regno di Napoli, lo esorta a prendere provvedimenti contro i vassalli di Mercogliano […]
E successivamente una copia del XVIII secolo di un documento datato “884”, riguardante la spartizione del principato beneventano tra i longobardi Siconolfo e Radelchi dell’849. Al decimo punto del trattato il riferimento a Montevergine “perexiens per Serram Montis Virginia usque ad locum qui dicitur Fenestrella”. La citazione è molto importante poiché ci dimostra la presenza della località di Montevergine prima della venuta di San Guglielmo. […]
Importantissimi al volume XXX quelli riguardanti le controversie intercorse tra il monastero di Montevergine, che si dichiarava possessore del feudo di Calvi, il marchese di Chiusano e il principe di Venosa. Si tratta anche in questo caso di inediti, di cui non è presente alcun riferimento archivistico.
La documentazione esplicita inoltre aspetti particolari del vissuto locale quotidiano […]. Si evidenziano al volume XXXVIII le consuetudini e gli usi relativi alle fiere e ai mercati, soprattutto per quanto riguarda le università di Montesarchio e di Cervinara e dell’obbligo di tenere, quest’ultima, quella più importante nel giorno di San Pietro.
Al foglio 389 del volume XC una copia del secolo XIX del notaio Modestino Bianco di un dispaccio di Carlo di Borbone relativo alla peste del 1743, che provocò la morte di tre quarti della popolazione di Messina. Con esso il sovrano impose un cordone sanitario in Calabria allo scopo di evitare il diffondersi del contagio».

Risultato della ricerca

01

Segnatura antica Cangiano: Vol. II, fol. 22; Ind. p. 162

Data: 1255, giugno 1

Regesto

Istrumento rogato da Benevento, giudice di Apice, in cui si riassume un breve di Ottaviano, cardinale di S. Maria in via Lata, legato apostolico in questo Regno, riguardante il possesso da parte del monastero di Montevergine di un mulino in Apice, vicino al fiume Calore [...](cc. 2)

Catena inventariale: Giannuzzi Reg. 1, fol. 14v; Reg. 2, fol. 187v. Mongelli reg. 2053

01

Segnatura antica Cangiano: Vol. I, fol. 24; Ind. p. 163

Data: 1255, agosto 7

Regesto

Copia di donazione fatta al monastero di Montevergine dal cardinale Ottaviano, proprietario di una casa in Salpi e di due laghi, uno salato e uno dolce, in ricompensa dei danni subiti a causa dei ribelli contro la Chiesa e degli stipendiari apostolici, mediante breve dato in Foggia (cc. 2)

Catena inventariale: Giannuzzi Reg. 1, fol. 322r; Reg. 2, fol. 127v. Mongelli reg. 2055

01

Segnatura antica Cangiano: Vol. I, fol. 69; Ind. p. 165

Data: 1264, ottobre 29

Regesto

Bolla di Urbano IV con cui conferma quella di Alessandro IV suo predecessore, del 1261, esentando la congregazione verginiana dalla giurisdizione di qualunque ordinario, facendola soggetta immediatamente alla Santa Sede (cc. 6)

Catena inventariale: Giannuzzi Reg. 2, fol. 2; Mongelli reg. 2131

01

Segnatura antica Cangiano: Vol. I, fol. 48; Ind. p. 165

Data: 1264, ottobre 29

Regesto

Copia della bolla di Urbano IV del 29 ottobre 1264

Catena inventariale: Giannuzzi Reg. 2, fol. 187r; Mongelli reg. 2131

01

Segnatura antica Cangiano: Vol. I, fol. 71; Ind. p. 166

Data: 1274, marzo 7

Regesto

Istrumento del notaio Lorenzo di Ascoli (Satriano), in presenza di Nicola de Manfrido, giudice della città, col quale Benedetto, vescovo di Ascoli, col consenso del suo capitolo, concede facoltà al venerabile Giovanni, abate di Montevergine, di edificare una chiesa in detta città, nelle case dove abitavano i padri verginiani, con cimitero, campane e molte esenzioni (cc. 2)

Catena inventariale: Giannuzzi Reg. 2, fol. 188r; Mongelii reg. 2279

01

Segnatura antica Cangiano: Vol. I, fol. 76; Ind. p. 167

Data: 1280, giugno 15

Regesto

Nicolò III conferma alla congregazione verginiana tutte le immunità, libertà,statuti, privilegi e indulgenze concesse dai suoi predecessori, e in particolar modo l'esenzione da qualunque pagamento (cc. 2)

Note

Copia

Catena inventariale: Mongelli reg. 2339 (nota)

01

Segnatura antica Cangiano: Vol. I, fol. 82; Ind. p. 168

Data: 1289, gennaio 12

Regesto

Copia di lettera in carta bambagina di Gerardo, vescovo della Sabina, legato apostolico, diretta ai collettori delle decime regie, affinché non molestino il monastero di Montevergine e i suoi membri nell'esazione delle decime (c. 1)

Catena inventariale: Giannuzzi Reg. 2, fol. 187r; Mongelli reg. 2451

01

Segnatura antica Cangiano: Vol. I, fol. 85; Ind. p. 169

Data: 1300, novembre 22

Regesto

Copia della bolla di Bonifacio VIII con la quale concede la facoltà a Bartolomeo di Capua di fondare un ospedale con chiesa nella città di Capua, nel luogo degli Eremiti di S. Agostino, esimendolo dalla giurisdizione dell'arcivescovo e dichiarandolo immediatamente soggetto alla Santa Sede (cc. 2)

Catena inventariale: Giannuzzi Reg. 2, fol. 194r; Mongelli reg. 2674 (nota)

01

Segnatura antica Cangiano: Vol. I, fol. 88; Ind. p. 169

Data: 1315, agosto 18

Regesto

Umberto, arcivescovo di Napoli, col consenso del suo capitolo, dietro richiesta di Bartolomeo di Capua e di Romano, abate di Montevergine, esime dalla sua giurisdizione il monastero di S. Maria di Alto Spirito, fondato dallo stesso Bartolomeo in Napoli, nel luogo detto Casanova (cc. 2)

Note

Copia

Catena inventariale: Giannuzzi Reg. 2, fol. 49; Mongelli reg. 2884

01

Segnatura antica Cangiano: Vol. I, fol. 93; Ind. p. 171

Data: 1321, agosto 1

Regesto

Alla presenza di fra Matteo, vescovo di Sorrento, fra Raimondo, vescovo di Chieti, fra Andrea, vescovo di Valva, dietro richiesta dell'abate e della comunità di Montevergine, si riporta una bolla di Celestino V [...]con la quale si esime il monastero di Montevergine dal pagamento di un'annua libbra di cera al vescovo di Avellino (cc. 2)

Catena inventariale: Giannuzzi Reg. 2, fol. 6; Mongelli reg. 3015

01

Segnatura antica Cangiano: Vol. I, fol. 100bis; Ind. p. 172

Data: 1328, maggio 10

Regesto

Si riporta il compromesso stipulato tra Natimbene, vescovo di Avellino col suo capitolo da una parte e Romano, abate di Montevergine dall'altra, condotto a termine per opera di Giacomo de Settepani[...]Si riportano inoltre tutti gli atti emessi e le scritture presentate dall'una e dall'altra parte, nella causa di esenzione dell'abate dalla giurisdizione del vescovo di Avellino e dal pagamento al medesimo della libbra di cera annua (cc. 14)

Note

Copia

Catena inventariale: Mongelli reg. 3179

01

Segnatura antica Cangiano: Vol. I, fol. 114, 125, 149; Ind. p. 174

Data: 1331, maggio 13

Regesto

Pandolfo, vescovo di Sant'Agata dei Goti, dapprima cita l'abate di Montevergine Romano e il vescovo di Avellino Natimbene perché aveva proceduto ad un compromesso riguardante la questione sorta tra il monastero di Montevergine e il vescovo, il clero e il capitolo di Avellino, perché costoro disturbavano il monastero nel possesso dei beni della chiesa di Aiello[...] (cc. 10)

Note

3 copie

Catena inventariale: Giannuzzi Reg. 2, fol. 214r; Mongelli reg. 3270

01

Segnatura antica Cangiano: Vol. I, fol. 157; Ind. p. 176

Data: 1332, maggio 29

Regesto

Il maestro Giovanni Provenzano di Fratta, rilascia ricevuta dichiarando che il monastero di Montevergine nella persona dell'abate Pietro gli ha versato 352 fiorini [...](cc. 2)

Catena inventariale: Giannuzzi Reg. 2, fol. 188r; Mongelli reg. 3287

01

Segnatura antica Cangiano: Vol. I, fol. 173; Ind. p. 177

Data: 1394, luglio 13

Regesto

Breve di Bonifacio IX[...] nel quinto anno del suo papato con cui crea abate di S. Maria di Venticano il padre Francesco d'Adamo, monaco di Montevergine, a cui ordina di trasmettere a Roma distinta relazione delle rendite di detta Badia (cc. 2)

Note

2 copie

Catena inventariale: Giannuzzi Reg. 2, fol. 8r; Mongelli reg. 3899

01

Segnatura antica Cangiano: Vol. I, fol. 160; Ind. p. 177

Data: 1369, agosto 23

Regesto

L'uditore della Camera Apostolica conferma la sentenza del legato apostolico di Napoli, il quale aveva ordinato che, pagando il monastero di Montevergine le decime papali per sé e per tutte le sue case dipendenti, i due priorati di Capua non erano tenuti a corrispondere altro, come a torto pretendeva l'arcivescovo del luogo (cc. 6)

Note

Copia

Catena inventariale: Mongelli reg. 3670 (nota)